L'isola Argentarola è un'isola del mar Tirreno situata di fronte alla costa occidentale del monte Argentario. La sua ubicazione è a ovest del promontorio su cui sorge la torre di Cala Moresca e della vicina omonima cala. La piccola isola, priva di strutture architettoniche, presenta sulla sponda settentrionale bassa vegetazione tipica della gariga, mentre sul versante opposto ne risulta priva. L'isola è famosa per una grotta che si apre a 23 metri di profondità,[1] sito rilevante nell’ambito delle ricerche condotte per lo studio del clima ed in particolare dei cambiamenti che si sono verificati nel passato cui sono correlati abbassamenti ed innalzamenti del livello del mare.[2]

Giannutri è l'isola più meridionale dell'Arcipelago Toscano e si trova a circa 8 miglia a sud-est dell'Isola del Giglio, del cui comune fa parte, e a circa 6 miglia a sud dell'Argentario.

A circa 300 metri a largo della costa che congiunge il Comune di Castellamare di Stabia con quello di Vico Equense incontriamo il Banco di Santa Croce, una fantastica secca popolata da una gran varietà di specie sia animali sia vegetali, che con i loro colori variegati rendono questo fantastico mondo subacqueo, tra i più belli del Mar Mediterraneo.
Il Banco va da una profondità minima di 9 metri, dove è situato il cappello principale fino a raggiungere profondità di circa 45, dove si trova una fantastica grotta naturale al cui interno è presente una fitta e affascinante popolazione di Paramuricea Clavata, per poi giungere alla base della secca, circa 60 metri dove è possibile, quasi raramente nel Mediterraneo, incontrare il famosissimo Corallium rubrum (corallo rosso).

 

 

 

Le Formiche di Grosseto sono tre isolotti, compresi nell'Arcipelago Toscano. Si trovano davanti alla costa grossetana del Parco naturale della Maremma, e si ergono bruscamente da un fondale profondo circa 100 metri. Fanno parte del comune diGrosseto. Sulla "Formica" più grande si trova il faro delle Formiche di Grosseto.

I tre isolotti distano circa 15 miglia nautiche (28 km) da Porto Santo Stefano sul Monte Argentario e circa 9 (14 km) dalla foce del fiume Ombrone. Sono disposti quasi in linea retta lungo una direttrice nord-ovest/sud-est; i due estremi distano circa un miglio marino l'uno dall'altro. La loro superficie complessiva è di 120.000 metri quadrati [1]; l'isolotto maggiore è quello a nord-ovest, il più piccolo è quello a sud-est.

Le isole sono molto apprezzate dagli amanti dell'attività subacquea.

Il lago si trova nella frazione di Capestrano AQ per l'appunto quella di Capo D’Acqua (o come erroneamente chiamato Capodacqua).

 

La nostra immersione nell’invaso artificiale di Capo D'Acqua, porta tutti i subacquei di qualsiasi esperienza a visitare i due mulini sommersi.

 

Il primo mulino sommerso a Capo D'Acqua è quello nel peggior stato di conservazione, ma ci mostra ancora le pale che azionavano le macine, dal fascino non trascurabile.

 

Il secondo mulino sommerso nel lago di Capo D'Acqua è la struttura più bella e affascinante con diverse strutture e ambienti sommersi, oggi dopo il terremoto del 06 aprile del 2009 la struttura ha subito diversi danni, un arco è venuto giù (proprio quello che è stato fotografato per la copertina della rivista SUB del 2005 n°235 da Carlo Ravenna).

 

Ricordiamo che le autorizzazioni per le immersioni al lago di Capo D'Acqua e la visita alle sue strutture sommerse vengono rilasciate unicamente da noi perché il lago è in nostra gestione, e le immersioni sono tutte guidate dal nostro staff.

 

Tutte le altre informazioni puoi trovarle nella pagina Capo D'Acqua.

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